Del se, del forse e della pancia
Le chiacchere stanno a zero, il cervello è il colpevole principale di tanta parte delle nostre scelte. Poi c’è la pancia, che a volte può essere declinata con un altro organo del corpo il cuore.
La pancia ha sempre ragione, non è ponderata, quello che decide potrebbe essere la più grossa cazzata della tua vita. Ma di certo le scelte che opera le fa per avere istanti di gioia, meraviglia, amore. Si istanti, ma istanti per cui vale la pena vivere.
Sarà la vecchiaia ma in questo ultimo anno della mia vita mi accorgo sempre più degli istanti in cui sono felice, lo so in quell’istante e ne godo. Sono enormemente grato (non so a chi) dell’essere così fortunato non solo di avere momenti felici ma di riconoscerli e accoglierli.
Che sia un sorriso di mia figlia o un piatto preparato dall’altra o tante altre piccolezze, le avverto, so in quel preciso istante che ciò che sto vivendo è prezioso e irripetibile, fosse anche odorare una rosa del mio giardino. Poi la vecchiaia porta con se anche la fottuta e facilissima commozione, per cui mentre guardo il sorriso di mia figlia o odoro la rosa del giardino mi emoziono talmente tanto, per l’appunto come un vecchio, che arrivo alle lacrime; per la gioia di mia figlia (e della rosa?) che mi percula beatamente e giustamente.
I se, i forse, cosa vogliamo, chi siamo, sono il nutrimento meraviglioso del nostro cervello che ha bisogno di capire, conoscere e approfondire. La pancia ha bisogno di molto molto molto meno, a volte anche di un solo bacio.
